Stampa 3D in Nylon (prima parte)

Una foto che mostra alcuni piccoli componenti stampati con Nylon Taulman 618.
Come al solito le foto non rendono merito e le imperfezioni che si evidenziano in foto non sono praticamente visibili ad occhio nudo.

Nylon 618 Taulman Particolari stampati con estrusore a vite ed hotend IeC a 0.1 mm di risoluzione (235°)

Nylon 618 Taulman
Particolari stampati con estrusore a vite ed hotend IeC a 0.1 mm di layer (235°)

Il materiale presenta una resistenza molto superiore ad ABS e PLA ed i layer risultano ben saldati e compatti, la velocità di stampa è paragonabile al PLA.
Il costo del materiale incide solo “in parte” nella stampa 3D, i prezzi quindi della stampa in Nylon saranno solo un 10/15% superiori rispetto ai materiali “classici”
E’ possibile quindi da oggi usufruire del servizio di stampa anche con questo materiale.
Ora “Legno” e PLA “Morbido”

Stay Tuned….

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Nuovi colori, nuovi materiali.

Abbiamo ampliato la gamma di colori e siamo in attesa dei nuovi materiali:

ABS colori disponibili:
ABS - VerdeABS - Verde nucleareABS - RossoABS - RosaABS - NeroABS - NaturaleABS - Light BlueABS - GialloABS - BluABS - BiancoABS - ArancioABS - Grigio
Verde, Verde nucleare, rosso, rosa, nero, Naturale, Light Blue, Giallo, Blu, Bianco, Arancio e Grigio

PLA colori disponibili:
PLA - VerdePLA - TrasparentePLA - RossoPLA - OroPLA - NaturalePLA - Light BluePLA - GrigioPLA - GialloPLA - FosforescentePLA - BiancoPLA - Nero
Verde, Trasparente, Rosso, Oro, Naturale, Light Blue, Grigio, Giallo, Fosforescente (verde), Bianco e Nero

In arrivo: NYLON, LEGNO, PLA MORBIDO.

Stay tuned!!!

Estrusore a vite per stampanti RepRap

Una preview sul nuovo estrusore a vite dimensionato per essere montato su qualsiasi RepRap.
estrusore IeC a vite per reprap01estrusore IeC a vite per reprap02
Nelle foto si vedono le puleggine stampate T2.5 ed un rinvio con cuscinetto che sparirà perchè ho usato una cinghietta 2.5 trovata al volo per iniziare i test.
La versione definitiva (in preparazione) ha pulegge e cinghie T2 di misura perfetta!!!!!
Finita la fase di test verrà pubblicato il progetto come aggiornamento alle pagine già esistenti.

Una tesi in 3D

Un caso molto emblematico di quanto si possa ottenere con la stampa 3D è quello di Luca, un giovane laureato che ha “abbattuto i costi” rispetto alla prototipazione rapida, presentandosi alla tesi di laurea in Ingegneria Edile e Architettura all’Università di Bologna con una “torre” alta oltre 50 Cm. che “verte sul progetto di un grattacielo, a funzione direzionale, nella metropoli di Shenzhen, Cina”, modello stampato a sezioni con i nostri sistemi.
Aggiungo il link della pagina ufficiale del sito dove c’è la stesura della tesi, la quale merita di essere portata in evidenza per la genialità e la competenza con la quale è stata creata.
http://www.pedrielli.org/?p=66

Una sintesi dello stesso “Autore” per avere un’idea di massima….
La tesi
verte sull’applicazione della soft kill option (SKO) nella progettazione architettonica, esplorando dal punto vista estetico e compositivo le potenzialità di uno strumento meramente ingegneristico, indagando attraverso l’esplorazione e la ricerca sperimentale un metodo sistematico che permetta di riprodurre e gestire spazialità morfologicamente complesse e topologicamente coerenti. Nel dettaglio la SKO è un metodo matematico che simula il processo di crescita di fonti naturali energetiche e biologiche, impiegato soprattutto nel campo della meccanica per ottimizzare le quantità di materiale da sfruttare.

Il neo Ingeniere Luca e il docente relatore.

Il neo Ingegnere Luca Pedrielli e il docente relatore Ing. Alessio Erioli.

Alcune fasi della tesi…

Nella seconda foto con slide: è mostrato l'oggetto che ha ispirato il tema di ricerca: l'erosione, in particolare i tafoni, fenomeno naturale erosivo che prolifera lungo le aree litologiche costiere. Ciò che si può notare sono queste venature che separano una cavità dall'altra. Queste appunto non sono altro che le parti della roccia dove si sono concentrati gli sforzi di compressione interni (dovuti a carichi esterni e/o al peso proprio della roccia stessa) conferendo maggior resistenza alle zone non erose. L'equilibrio energetico determinatosi tra vuoto e pieno da vita a morfologie spaziali uniche sia considerate singolarmente, sia prese come mutua combinazione delle stesse, perchè create tutte dallo stesso identico processo generativo garantendo quindi una fortissima coerenza topologica ed espressiva. Questa coerenza ho cercato di tradurla in scala architettonica.

Nella foto è mostrato l’oggetto che ha ispirato il tema di ricerca: l’erosione, in particolare i tafoni, fenomeno naturale erosivo che prolifera lungo le aree litologiche costiere. Ciò che si può notare sono queste venature che separano una cavità dall’altra. Queste appunto non sono altro che le parti della roccia dove si sono concentrati gli sforzi di compressione interni (dovuti a carichi esterni e/o al peso proprio della roccia stessa) conferendo maggior resistenza alle zone non erose. L’equilibrio energetico determinatosi tra vuoto e pieno da vita a morfologie spaziali uniche sia considerate singolarmente, sia prese come mutua combinazione delle stesse, perchè create tutte dallo stesso identico processo generativo garantendo quindi una fortissima coerenza topologica ed espressiva.
Questa coerenza ho cercato di tradurla in scala architettonica.

La foto mostra nel dettaglio l'interfaccia dello strumento: quindi un "canvas", dominio di calcolo (limiti del problema), in rosso i vincoli, in blu le zone caricate da un'azione perpendicolare rispetto il piano dello schermo, in gallo quelle caricate parallelamente e in viola quelle caricate perpendicolarmente e coassiali rispetto ai vincoli retrostanti. Il tutto discretizzato attraverso enne unità voxel definite da una risoluzione che è determinante ai fini dell'accuratezza di calcolo.

La foto mostra nel dettaglio l’interfaccia dello strumento: quindi un “canvas”, dominio di calcolo (limiti del problema), in rosso i vincoli, in blu le zone caricate da un’azione perpendicolare rispetto il piano dello schermo, in gallo quelle caricate parallelamente e in viola quelle caricate perpendicolarmente e coassiali rispetto ai vincoli retrostanti. Il tutto discretizzato attraverso enne unità voxel definite da una risoluzione che è determinante ai fini dell’accuratezza di calcolo.

Altezza= 54 Cm. Base= 27 X 33.5 Cm.

Altezza= 54 Cm.
Base= 27 X 33.5 Cm.

Più nei particolari....

Più nei particolari….

Una vera tesi in 3D…. complimenti Ing. Luca!!!!
Il sito http://www.pedrielli.org

CLOSED SOURCE? NO GRAZIE!!!

Voglio scrivere 2 righe su una situazione che dimostra una volta di più che l’open source è più “affidabile” del mercato classico CLOSED SOURCE.

Tra le stampanti che abbiamo in uso, la prima ad entrare in opera, nell’agosto 2011, fù una BFB 3000 Plus DH, macchina sicuramente al top di livello “in quell’anno” nel mercato “prosumer” e, costava anche in proporzione….

La stampante nasceva da uno sviluppo “closed” del progetto originale RepRap “Darwin” da parte di una “piccola” società inglese (Bits from Bytes) che, con un’elettronica che già in maniera nativa supportava fino a 3 estrusori, un firmware ottimizzato ed un software proprietario che semplificava l’uso di “skeinforge”, rendeva “stampabile”, con 3 o 4 clic, qualsiasi stl….. o almeno così sembrava….

Più realisticamente, la stampante non era (e non è) in grado di sopportare volumi continuativi di lavoro perchè, tra blocchi degli hotend, dei cuscinetti dell’estrusore, problemi di tenuta del piano di stampa, interpretazioni errate del software che rende instampabili certi file e altri molteplici “inghippi” legati alla scorrevolezza del filo nella stampante, le ore reali perse intorno a quella macchina erano (e sono) un “gap” che elevava e di molto un eventuale costo dei vari prototipi stampati.

Ma questa è un’altra storia… perchè la storia che voglio raccontare è un’altra…

Credevamo, come detto, di avere una stampante “al top”, come direbbe Briatore, ma dopo pochi mesi (non ricordo se 2 o 3) ci fù il “passaggio” alla “3D TOUCH”, versione praticamente “identica”, almeno a vedersi, ma col touch screen invece di quel “microschermo” presente nella 3000.
Bè… mi sono detto… ho preso una 3D printer a fine linea ma, viste le minime differenze con la nuova sicuramente sarà supportata nel tempo….. e qui cominciano le prime delusioni…. il firmware non è lo stesso e nel settembre 2012 (a circa un anno dall’acquisto) esce l’ultima versione per la ns. stampante (BFB 3000)….. mentre continuano lo sviluppo del firmware della versione Touch che si scopre avere un’elettronica “non compatibile” con la versione precedente.
Preoccupato per l’abbandono del “prodotto” da parte della BFB, frequentando il forum della BFB stessa, constato, direttamente da parte di un responsabile della società, che l’elettronica “3000” viene effettivamente “abbandonata” negli sviluppi della società e che quindi anche la versione 3 del software “proprietario” della stampante (AXON) sarà sviluppato “solo” per la versione “touch”….. e faccio notare che siamo a poco più di un anno dall’acquisto…. già mi ritrovo con una macchina “obsoleta”….. vabbè… mi dico…. il software in uso funzionava “abbastanza” bene nonostante i suoi limiti e forse un giorno ci avrebbero ripensato e con una “patch” si sarebbe potuto utilizzare anche il software nuovo….

E ci credevo anche perchè il software presente, nonostante dichiarato per poter stampare a 2 colori, non era proprio in grado di gestire più di un estrusore se non per il “materiale di supporto” o il “raft”… quindi mai riuscito a stampare a 2 colori con quel software
Il nuovo software (AXON 3) veniva sbandierato intanto per poter finalmente lavorare a 2 o 3 colori mentre in effetti veniva rilasciato in versione beta e, a detta degli utenti del forum, pieno di problemi e bug e “quasi inutilizzabile” se non per stampe “base”.

Non avevo dato peso all’acquisizione della BFB da parte di 3D Systems (leader mondiale nel mercato dei sistemi di stampa 3D) avvenuta qualche mese prima….

Pochi giorni fa cosa leggo sul sito della BFB? che dal 1° di aprile del 2013 lo stesso marchio “scompare” integrato nel Brand 3D Systems, che tutte le stampanti BFB sono “discontinued” e che rimangono solo l’assistenza e gli eventuali accessori che erano già presenti…. ma di “upgrade”……. mai più!!!!
…cosa succede???? che, se sono stato ingenuo io ad acquistare un prodotto “nato morto” nelle intenzioni del produttore, a quei poveretti che hanno acquistato la “touch” è andata peggio……

Hanno acquistato un prodotto “cavia” che è rimasto in produzione “meno di un anno”, ad un costo “esagerato” ed il software è servito alla 3D Systems per la loro CUBIFY, stampante “fotocopia” della BFB touch (ma costa molto meno) mentre nelle BFB è rimasto nelle versioni beta e li abbandonato….. quindi limitati praticamente alla stessa versione del software presente sulla 3000 (AXON 2.1), con le stesse limitazioni ovviamente.

E l’assurdo è che le stampanti BFB fino al 1° di aprile 2013 erano regolarmente in vendita nello shop del sito ….. incredibile!!!!!

In definitiva…. spendere cifre almeno 2/3 volte superiori rispetto alla media dei prodotti reperibili nell’ambito dell’opensource, ritrovarsi con un’elettronica “inaggiornabile” e quindi non utilizzabile con il “parco software” open source e vedere la fotocopia della propria macchina acquistata da poco, e già “abbandonata”, che costa anche molto meno oltre ad avere assistenza e software aggiornato…. credo non sia bello….. a me…. girerebbero gli “assi”…..